Vata Barba debutta in edicola con quiSalento: il fumetto icona pugliese si ispira alla comare gallipolina

Così celebre da diventare un fumetto. Vata Barba debutta oggi in edicola (in abbinamento facoltativo con il periodico quiSalento). Le esilaranti gag del personaggio icona pugliese del trash,ispirato allo stereotipo della “comare gallipolina”, verace, pettegola e irriverente, diventano divertenti “strisce” a colori di un’originale pubblicazione contenente anche giochi di logica ed enigmistica, rebus, quiz e rubriche. Insomma, una Vata da portare sempre con sé, da leggere, giocare, colorare, risolvere.

Una “trovata” figlia del Covid-19: le associazioni POIEOFOLA’ e RAGAZZI DI VIA MALINCONICO (che da sempre curano artisticamente Vata Barba) hanno riempito di colori il buio periodo di isolamento, immaginando e creando un periodico che riporta su carta la “Vita di Vata”, fiction comica a puntate per il web che ha consacrato ben oltre la sua Gallipoli la popolarità del personaggio ideato e interpretato da ALBERTO GRECO partendo da una trasmissione radiofonica più di vent’anni fa. Ormai “virale” sui social (e amatissima anche al Nord!), Vata Barba (ipocoristico di “Addolorata”, nome molto comune e diffuso tra le donne gallipoline) riporta inesorabilmente il pubblico nell’intrico di viottoli e corti del caratteristico centro storico della “città bella”, dove vive insieme alla disastrosa e buffa giovane figlia Ttina Cacafave (patronimico derivatole dal soprannome dell’ipotetico padre che non si conosce né mai sarà reso noto), interpretata da Luana Greco.

Entrambe sono diventate muse per il disegnatore MARCO VENTURA che ha trasformato in brillanti tavole illustrate gli sketch delle due “eroine” salentine, firmati dall’autore Alberto Greco. Il risultato è di poco dissimile da un’indagine antropologica su usi, costumi, luoghi comuni della terra più genuina d’Italia, baciata dal sole, dal mare e dal vento, grazie alla protagonista del “comic” che con semplicità somministra al pubblico l’inesperienza dello stile di vita della casalinga del borgo antico di Gallipoli. La quotidianità diviene teatro e le abitudini locali offrono svariati motivi per riflettere, distrarsi e divertirsi, forti di un’ironia più che POP e che la VATA BARBA rende autentica e senza tempo nel linguaggio e nei colori, con minuzia di particolari.

<<La pandemia ha indebolito inesorabilmente il Teatro. L’impossibilità di poter occupare fisicamente i palcoscenici ma anche di assembrarci per girare le nostre consuete sitcom – dice Alberto Greco – non ha fermato la nostra voglia di diffondere il trash. E allora abbiamo trovato un’alternativa “da remoto” al teatro folkloristico, portandolo su carta. Da qui la scelta del sottotitolo “verba volant, trash manent”>>.

<<Ci lavoravamo, in verità, da tempo alla Vata in versione fumetto – dice il vignettista Ventura. Poi il lockdown ha fatto il resto: è arrivato all’improvviso offrendoci il tempo ottimale per concludere la prima uscita ufficiale del periodico “Vita di Vata”.

Per me è stato un onere e un onore. Spero di esser riuscito a creare un’alternativa che non faccia rimpiangere la versione dal vivo di Vata. Intanto, chi ha letto il fumetto ha detto di essersi sentito proprio come a teatro. E questo ci basta>>.

Il numero zero di “Vita di Vata” è distribuito da quiSalento (nelle edicole di Lecce e provincia) in abbinamento facoltativo al costo aggiuntivo di 2,50 euro – prezzo di lancio (acquistabile anche on line su quiSalento.it)

<<Se non andate voi in teatro a trovarla, è la Vata che viene da voi. Ma quantomeno dovete andare in edicola, dove ci troverete grazie alla collaborazione con quiSalento, mitica rivista di eventi, cultura, turismo e attualità, che racconta tutto il meglio del Salento. E per questo non poteva certo perdersi la Vata – conclude Greco prestando la voce alla famosa comare gallipolina e auspicando comunque un celere ritorno sulle scene. “Che la Vata Barba “dal vivo” è sempre meglio che “dal morto”>>.

 “Vita di Vata” è Vincitore del progetto PIN – promosso dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI e finanziato con risorse del FSE – PO Puglia 2014/2020 Azione 8.4 e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.