L’U.P.P.I. di Lecce, in linea con le direttive ed i comunicati stampa già diramati dalla sede nazionale, intende denunciare fermamente l’inadeguatezza delle misure introdotte dal Governo con il Decreto Legge “Cura Italia” nella materia dei contratti di locazione. Nel richiamato settore, infatti, la decretazione d’urgenza interviene, unicamente, attraverso il riconoscimento, in favore dei conduttori, di un credito di imposta del 60% del canone mensile corrisposto per il mese di marzo 2020. Tanto a condizione che gli stessi conduttori siano titolari di botteghe e negozi, le cui attività, sospese in ragione della pandemia, vengano esercitate, esclusivamente, all’interno di immobili identificati con categoria catastale C/1. Oltre alla predetta agevolazione fiscale riconosciuta ai conduttori, NULLA è stato previsto a tutela dei proprietari immobiliari. Appare evidente, dunque, che una misura di sostegno così limitata e circoscritta non sia in grado, in questo momento di crisi globale, di supportare concretamente un settore nevralgico dell’economia nazionale, quale quello delle locazioni. Per tale ragione, non avendo la norma previsto null’altro, si è portati a ritenere che, nonostante la pandemia in corso, i canoni di locazione, sia per i contratti ad uso abitativo che ad uso diverso, siano dovuti e debbano essere corrisposti alle regolari scadenze. Non vi è alcun obbligo per le parti, dunque, di ridurre o sospendere il pagamento dei canoni di locazione, nonostante su alcuni articoli apparsi sulla stampa e, inevitabilmente, sui social network, sia circolata questa errata ricostruzione. La sottoscrizione degli accordi di riduzione o sospensione dei canoni era e rimane rimessa, esclusivamente, alla volontà delle parti, le quali, pertanto, possono liberamente decidere se procedere o meno a tanto. Ed invero, a seguito del c.d. lockdown, presso la sede dell’Uppi di Lecce sono pervenute centinaia di comunicazioni, anche per il tramite di studi legali, con cui i conduttori, lungi dal richiedere la disponibilità dei locatori, si sono limitati a comunicare l’intenzione di sospendere o ridurre il pagamento del canone, sulla scorta dell’impossibilità o dell’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione. Nel caso dei contratti a studenti universitari, addirittura, questi ultimi, hanno invocato la risoluzione immediata del contratto, pretendendo l’immediata restituzione del deposito cauzionale, con conseguente dismissione dell’istituto del recesso contrattuale e del correlato obbligo di rispetto del termine di preavviso. —————————————————————————————————————————————————————- UNIONE PICCOLI PROPRIETARI IMMOBILIARI Per quanto riportato, si comprende come la denunciata inadeguatezza dell’intervento del Governo nel settore in esame stia producendo, quale unico effetto, il serio rischio di una proliferazione incontrollata di contenziosi fra proprietari e inquilini, da cui discenderebbe un’aspra contrapposizione fra le associazioni di categoria impegnate nella tutela dei diritti dei rispettivi iscritti. Non si può sottacere che proprio a Lecce, invece, grazie alla proficua collaborazione fra le diverse associazioni sindacali, si è giunti, nel marzo del 2018, al rinnovo degli Accordi Territoriali per le locazioni agevolate dopo un ventennio. In tale contesto, si rende necessario un intervento deciso del Governo che offra un sostegno concreto e duraturo al settore in parola, anche e soprattutto per scongiurare lo scenario di battaglie legali sempre più concreto all’orizzonte. A tal proposito, l’U.P.P.I. Nazionale ha formulato al Governo le seguenti proposte migliorative per tutto il periodo di emergenza Covid-19: a. estensione, a favore dei conduttori, del credito di imposta del 60% del canone mensile corrisposto, non solo per botteghe e negozi (C/1), ma per tutte le attività commerciali, artigianali, di interesse turistico, quali agenzie di viaggio e turismo, impianti sportivi e ricreativi, nonché agli immobili adibiti all’esercizio abituale e professionale di qualsiasi attività di lavoro autonomo e per quelle di immobili adibiti ad attività alberghiere o all’esercizio di attività teatrali (A/10, C, D); b. incremento della deduzione forfetaria IRPEF dal 5% al 15% sui canoni di locazione per i contratti di locazione che non abbiano potuto beneficiare della cedolare secca al 21% ed abbattimento al 5% della cedolare secca; c. possibilità per gli enti locali di azzerare l’IMU per i proprietari che riducano il canone di locazione per tutti gli immobili adibiti alle attività sopra indicate con l’assistenza e l’attestazione delle organizzazioni di categoria; d. costituzione immediata in videoconferenza di un Tavolo di lavoro tra il MISE, o i Ministeri competenti, l’ANCI, ed i rappresentanti delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative in Italia per addivenire ad un protocollo d’intesa in merito alle problematiche riscontrate dai proprietari immobiliari e dagli inquilini ed alle possibili soluzioni di dette problematiche. Si auspica, dunque, che le istanze così formulate a nome di milioni di proprietari vengano al più presto evase dal Governo.




