Il gruppo consiliare “Radici e Futuro”: Parità di genere: una battaglia seria, non uno strumento personale e retorico

Abbiamo appreso dalla stampa della nota a firma dei consiglieri e delle consigliere di minoranza del gruppo Taviano Guarda Avanti, in cui vengono segnalate presunte espressioni “inappropriate”, “offensive” e irrispettose nei confronti di una donna che esercita il proprio mandato elettivo durante il Consiglio Comunale del 24 marzo.

Non possiamo rimanere in silenzio di fronte all’uso sistematico e strumentale del tema della parità di genere da parte della minoranza, e in particolare della capogruppo Stefanelli. Da mesi assistiamo a un copione ormai consolidato: ogni critica politica, ogni legittima contestazione – anche aspra nei toni, come talvolta avviene nel confronto politico – viene sistematicamente trasformata in un presunto episodio di sessismo, spostando così il piano del dibattito e delegittimando l’avversario agli occhi dell’opinione pubblica.

Non si tratta di episodi isolati: è una linea comunicativa precisa, reiterata nel tempo, costruita per sottrarsi al confronto nel merito e per banalizzare battaglie che meritano ben altro rispetto. La parità di genere è una questione seria, che richiede coerenza e consapevolezza. Utilizzarla come scudo personale o arma retorica significa banalizzarla e mancare di rispetto a tutte le donne che quotidianamente affrontano discriminazioni reali.

Ancora più grave è il comportamento della minoranza, che non ha fornito alcuna risposta in Consiglio Comunale ai fatti gravi sollevati dal Sindaco e che la vedono direttamente coinvolta, tra cui le offese ripetute e gratuite sui social. Al contempo, la capogruppo Stefanelli si è rivolta al Sindaco con espressioni fortemente livorose e sgarbate, tra cui: “ma che vuoi, chi ti conosce a te”, comportamento che non ha nulla a che vedere con un confronto istituzionale rispettoso.

Peraltro, anche al di fuori dell’assise consiliare, da mesi il Sindaco è fatto oggetto di insulti e attacchi: è stato definito a più riprese “bullo”, “spregiudicato clown”, “immorale”, e con altri epiteti gravemente lesivi della sua dignità di persona e amministratore, nonchè accusato falsamente, senza alcuna prova, di perseguire interessi personali e familiari. Accuse delle quali ha chiesto conto, anche in Consiglio comunale, senza ricevere risposta di sorta

Non possiamo accettare un doppio standard evidente: da un lato si invoca rispetto, dall’altro si usano toni offensivi e accuse gravi senza alcuna base concreta. Il Sindaco vede sistematicamente le sue parole decontestualizzate e manipolate per avvalorare le tesi della minoranza, come avvenuto anche nell’ultimo Consiglio. In quell’occasione, il Sindaco ha espresso una valutazione politica legittima sull’atteggiamento della minoranza, parlando di tatticismi facilmente smascherabili e riferiti alla condotta del gruppo, non alla persona della capogruppo o al suo genere. Solo in seguito è stata usata, nel dibattito, l’espressione “autoerotismo politico” per evidenziare il carattere autoreferenziale di un intervento della minoranza, chiarendo esplicitamente il riferimento politico e non personale.

Si tratta, peraltro, di una espressione ampiamente usata nel gergo della politica, anche da ministri della Repubblica, proprio ad indicare l’autocompiacimento politico.

È evidente che il tentativo di trasformare questa vicenda in un episodio di sessismo è una forzatura costruita a posteriori, che altera la sequenza e il significato degli interventi. Trasformare una valutazione politica – rivolta alla minoranza tutta e non alla persona – in un’accusa di sessismo svilisce il confronto istituzionale e distorce la realtà dei fatti.

Ribadiamo con forza che il confronto politico può e deve essere anche duro, ma deve restare ancorato ai fatti, ai contenuti e al rispetto reciproco. Non accettiamo che il dibattito pubblico venga inquinato da vittimismi costruiti ad arte o che la parità di genere venga piegata a fini personali o elettorali. Non accettiamo che si tenti di intimidire o delegittimare chi amministra attraverso accuse gravi ma prive di fondamento, che nulla hanno a che vedere con la difesa delle donne ma nascondono una precisa strategia politica, adottata sin dalla campagna elettorale.

L’Amministrazione continuerà a concentrarsi sugli interventi concreti sul territorio, sulle infrastrutture, sui servizi e sulla qualità della vita dei cittadini, convinta che la politica debba misurarsi sui fatti e sui risultati, non sulle strategie retoriche.

Rappresentiamo che il gruppo consiliare ha condiviso le su espresse considerazioni a tutti gli organi interessati.

Il gruppo consiliare “Radici e Futuro”