Sapling Spirits e Masseria Secolario: vivere bene tra sostenibilità e gusto. Un albero piantato per ogni bottiglia

Due giorni per conoscere da vicino la filosofia di Sapling Spirits immersi nella quiete e nella bellezza di Masseria Secolario, a Palmariggi: il Sapling Regenerative Retreat è stato un invito a rallentare, a “Viverbene”, così come suggerisce il claim della struttura che Raffaele Cazzetta e Giorgia Marrocco hanno ideato trasformando la loro storia d’amore con la terra, la cultura della pietra e dell’olio, in un racconto che si apre al mondo, si fa leggere e narrare per essere condiviso.

Dal 3 al 5 novembre, un ben assortito gruppo di giornalisti e content creator ha avuto l’occasione di scoprire da vicino il brand Sapling e la sua missione di sostenibilità, con il co-fondatore Ed Faulkner e gli altri attori di questa avventura che vede unite le due realtà, il brand e la masseria.

Sapling Spirits è un brand internazionale di vodka e gin climate-positive, nato a Londra e arrivato in Italia nel 2024 tramite Proposta Spirits. Con iniziative come One Bottle, One Tree e pratiche agricole rigenerative, fonde gusto e sostenibilità.

Ed Faulkner

“I nostri pilastri sono essenzialmente tre. Il primo la sostenibilità e l’agricoltura organico-rigenerativa, il secondo la riduzione dell’impatto della Co2 sull’ecosistema, il terzo la riforestazione. Collaboriamo, infatti, con agricoltori pugliesi, aziende agricole e realtà d’eccellenza come Masseria Secolario per la reimpiantumazione degli ulivi colpiti dalla Xylella. Un albero piantato per ogni bottiglia venduta e per ora siamo a 550.000 e ancora c’è tanta strada da fare”, ha spiegato Ed Faulkner alla platea di giornalisti in apertura del programma di due giorni durante il quale si sono alternati momenti di pura convivialità ad esperienze concrete come, tra le altre, la piantumazione di nuovi alberelli di ulivo e melograno assieme ad esperti che hanno illustrato la storia del batterio xylella e come si sta cercando di arginarlo.

Al termine dell’attività, bere un Bloody Mary rivisitato dal
Fõlia di Lecce coi sapori e gli aromi di un pane e pomodoro, ancora circondati dalla campagna, con l’odore della terra fra le mani, è stata un’esperienza di grande unione collettiva, come una pacca sulla spalla dopo una cosa ben fatta.

E ancora, la degustazione guidata di olii prodotti da ulivi secolari che hanno resistito alla xylella a marchio Secolario seguita da quella di vini, tutte etichette interne alla struttura e non commercializzate, una chicca da godere nel contesto, un vino spumante con metodo charmant, un rosato da Negroamaro e un primitivo estremamente piacevoli, eleganti al palato.

Poi, due cene meravigliose che hanno esaltato i sapori del territorio e della terra, la prima presso il ristorante Volivo con accompagnamento di cocktail by Sapling, a cura di Rob ed Elena anche nell’open bar post serata, e dei vini della masseria. Da segnalare, a fine pasto, accanto ad un cremoso alla ricotta di capra e vaniglia con coulis al caramello e crumble al cioccolato e caffè, l’Ancestral Bloom: vodka Sapling al lampone e ibisco, vermouth bianco di Prato, bergamotto e pera ancestrale con un fiore di melanzana adagiato a lato.

Un light lunch nella serra ha intervallato le due giornate in un momento di convivialità dall’impronta rurale, autentica, con prodotti a km0, le tradizionali frise condite a piacimento, le pittule, e un cocktail a chiudere in bellezza.

Tour della masseria e attività di foraging per raccogliere erbe aromatiche e anche ingredienti per la cena, con la guida di Raffaele Cazzetta e dello chef Leonardo D’Ingeo(Carico, Fràn) che la sera ha deliziato i palati dei commensali con una proposta vegetariana accompagnata dai cocktail bar Fõlia e Quanto Basta di Lecce, due realtà leccesi che innalzano l’asticella del bere bene con uno sguardo più che attento alla sostenibilità, che per l’occasione hanno proposto pairing particolari, per valorizzare al meglio le materie prime del territorio. Ad esempio, dal Fõlia pairing con antipasto di finocchio arrosto col suo olio e latte di mandorla, Wild Fizz con Sapling Gin, Tio Pepe fino e Kombucha alle foglie di Fico. Dal QB, drink in abbinamento al dessert, una namelaka di cioccolato biondo con gelato alla zucca, dal nome Sano e Salvo con Vodka Sapling Raspberry, Sherry Fino infuso alle foglie d’ulivo e Cordiale di carrube e caffè di cicoria.

Un Riso Riserva San Massimo con burro alla mela verde, harissa di lampascioni e fichi secchi, cassis, il primo piatto proposto a cena, un pomodoro d’inverno brace e fumo con chimichurri di dragoncello, melone giallo, insalatina di fiori e foglie, il secondo, solo per citare alcune delle prelibatezze con cui lo chef ha stupito i presenti, accompagnate da altrettante sorprese alcoliche.

Gusto, convivio, conoscenza ed esperienza: tutto nella due giorni ha contribuito a far assaporare l’autenticità di Sapling e di Masseria Secolario, due progetti vivi, appassionati, lungimiranti.

Come nasce Sapling

Nel 2017, un incendio devastante ha distrutto oltre 150.000 alberi sulla costa occidentale della Scozia. I volontari Ed Faulkner e Ivo Devereux hanno faticato a coinvolgere persone nei progetti di riforestazione, decidendo di trasformare l’esperienza di piantumazione in una festa con cocktail serali: di giorno si piantavano alberi, di notte si brindava insieme. L’idea ebbe un successo immediato e si trasformò in una serie di piccoli festival. Ben presto, però, Ed e Ivo si resero conto che servire alcolici tradizionali, ad alto impatto ambientale, era in contrasto con la loro missione. Così nacque Sapling Spirits, una vodka climate positive sviluppata in un capanno a Peckham, Londra. Presentata al mercatino di Natale, le prime mille bottiglie sono andate a ruba, dimostrando l’interesse delle persone per un divertimento sostenibile. Oggi, Sapling Spirits è un marchio internazionale, arrivato in Italia nel 2024, con vendite cresciute del 300% anno su anno e distribuzioni in oltre 330 locali, tra cui ristoranti stellati Michelin. Ha anche introdotto un sistema di refill eco-sostenibile e collaborazioni per la reimpiantumazione degli ulivi colpiti dalla Xylella in Puglia.

La visione di Masseria Secolario

La missione di Sapling ben si sposa alla visione di Masseria Secolario, in agro di Palmariggi, non solo un hotel di charme o un’azienda agricola, ma un vero e proprio ecosistema culturale, produttivo e relazionale che porta avanti un progetto di ospitalità che coniuga il viverbene all’enogastronomia e all’arte.

Tutto qui comunica bellezza, dalla scelta degli arredi alla cura che si percepisce in ogni dettaglio, le opere d’arte alle pareti, le piccole tele che raffigurano erbe aromatiche nei corridoi delle camere, la wine room scavata nella pietra, il ristorante Volivo ricavato dall’antico ricovero che era per gli animali e poi lei, la pietra leccese, che arricchisce silenziosamente muri e volte, nicchie e anfratti, simbolo autentico di un territorio che si integra armoniosamente ad uno stile zen. Uno spazio del tempo ritrovato, quasi sospeso nella contemporaneità, dove staccare sì, ma per davvero, prendere un respiro lungo e profondo, scoprire le radici di due famiglie, del lavoro di generazioni che ora è un progetto di un’eleganza d’intenti come ce ne sono pochi, che si differenzia per stile e intenzioni, puntando ad un’eccellenza concreta e riuscendoci appieno.

Viverbene, vivere lento, riconoscere sapori, odori, aromi, incontrarsi, viversi. A Masseria Secolario abbiamo apprezzato tutto questo e, con Sapling, abbiamo elevato ancor di più l’esperienza ad un divertimento che non è vuoto, ma ebbro di comunicazione, princìpi, rispetto. Un divertimento sostenibile.

Marcella Barone