Apre ufficialmente al pubblico “La Vigna del Terzo Paradiso” di Villa Agreste, in occasione della Giornata del Contemporaneo AMACI– Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani in programma per il prossimo sabato 10 ottobre.
Per quella giornata sono previste due visite guidate gratuite, alle ore 11 e alle ore 16, in compagnia di Carmelo Cipriani, critico, storico dell’arte, giornalista e curatore indipendente: si potrà letteralmente passeggiare all’interno del vigneto artistico, conoscere la storia del Terzo Paradiso e il legame che ha unito l’azienda ostunese con questo progetto del Maestro Pistoletto, e infine partecipare ad una degustazione guidata gratuita dei vini che Villa Agreste produce con i vitigni rari delle due DOC Ostuni, condotta da Ilaria Oliva, Bibenda wine master.
Sarà un momento di partecipazione e condivisione, per dare il via ad un percorso corale di divulgazione sull’arte contemporanea e sul paesaggio vitivinicolo: infatti, il tema scelto per l’edizione 2026 da AMACI per questa ventiduesima Giornata del Contemporaneo è “Geografie della contemporaneità”, una riflessione sul presente come spazio attraversato da trasformazioni continue, nel quale territori, comunità e identità non costituiscono realtà immutabili, ma si definiscono attraverso relazioni, conflitti, scambi e processi di ridefinizione costante.
Un tema particolarmente importante, da qualsiasi punto di vista lo si guardi e che si innesta perfettamente con il lavoro di Villa Agreste sul paesaggio e con il significato del Terzo Paradiso.
“Vogliamo portare avanti un progetto che non sia solo di archeologia vinicola, come la definiamo noi a Villa Agreste, dato che da subito abbiamo deciso di impiantare solo vigneti con vitigni rari e quasi dispersi” afferma Enzo Iaia, titolare dell’azienda “ma anche stimolare il dialogo sui temi del paesaggio contemporaneo, della biodiversità, del rispetto della natura. Il tutto con l’ausilio dell’arte contemporanea, che ci vede protagonisti con questa vigna realizzata per celebrare il 50° anniversario delle due DOC Ostuni, grazie alla collaborazione della Fondazione Pistoletto Cittadellarte che ci è stata amica e vicina. Arte e vino in un connubio generativo e fecondo”.
Tra l’altro, ben vent’anni fa, nel 2006, proprio al Maestro Pistoletto fu chiesto da AMACI di realizzare l’immagine guida della manifestazione: quasi la chiusura di un cerchio.
Prenotare è semplicissimo: basta inviare una mail a info@villaagreste.com oppure un whatsapp al numero 3392840269 e attendere conferma e indicazioni per raggiungere il sito.
Villa Agreste di Vincenzo Iaia, Contrada Conca d’Oro – Ostuni (BR)
Villa Agreste nasce come azienda olivicola, portando avanti la tradizione della famiglia Iaia, olivicoltori da generazioni. Immersa nella piana degli ulivi millenari che da Carovigno arriva fino a Fasano, gode di una posizione strategica, collocata a metà strada tra Ostuni, la “città bianca”, e il mare Adriatico: questa collocazione ha fatto sì che fosse semplice pensare ad un progetto di accoglienza rurale.
Nel 2012 Enzo Iaia, titolare dell’azienda, commercialista votatosi totalmente alla campagna, decide di dar vita anche ad un progetto vino, puntando sulla riscoperta e valorizzazione dei vitigni rari, nei decenni precedenti andati quasi persi, delle due DOC Ostuni, da cui si producono ben due vini a denominazione: Ottavianello Ostuni DOC per i rossi, e Bianco Ostuni DOC per i bianchi. Principi di queste denominazioni sono rispettivamente l’Ottavianello e l’Impigno, che oggi stanno vivendo finalmente una nuova giovinezza dopo decenni di buio.
“Vigna del Terzo Paradiso”
Progetto a cura di Ilaria Oliva.
Vigneto artistico impiantato seguendo il disegno del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, con un anello esterno di Ottavianello, vitigno principe della Ottavianello Ostuni DOC, per tutte e tre le componenti ellissoidali del vigneto. All’interno degli elementi laterali è stata impiantata la Cigliola Bianca, e nell’elemento centrale il Marchione: entrambi i vitigni sono varietà rarissime, pressoché scomparse.
L’area di impianto è 24,5 metri di larghezza massima x 67 metri di lunghezza, per un totale di 1641 mq.
Il corridoio esterno percorribile è di 180 m lineari.
La vigna si trova a 100 m sul livello del mare, con vista sul mare Adriatico.
Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto
“È la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di prodotti artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altro genere di artificio. Si è formato un vero e proprio mondo artificiale che, con progressione esponenziale, ingenera, parallelamente agli effetti benefici, processi irreversibili di degrado e consunzione del mondo naturale. Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.
Terzo Paradiso significa il passaggio a uno stadio inedito della civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. A tale fine occorre innanzi tutto ri-formare i principi e i comportamenti etici che guidano la vita comune.
Il Terzo Paradiso è il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale. Il termine paradiso deriva dall’antica lingua persiana e significa “giardino protetto”. Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita.
Il simbolo del Terzo Paradiso, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie, tra cui natura e artificio. Quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità.”
Michelangelo Pistoletto, 2003
Giornata del Contemporaneo
Giunta alla ventiduesima edizione, la manifestazione rinnova il proprio impegno nel raccontare la vitalità dell’arte contemporanea italiana attraverso un programma diffuso che coinvolge l’intero territorio nazionale. Sabato 10 ottobre i 28 musei associati ad AMACI, insieme a musei, fondazioni, gallerie, spazi indipendenti, associazioni culturali, accademie, collezioni private e altri soggetti attivi nel settore, apriranno gratuitamente le proprie sedi proponendo mostre, incontri, laboratori, visite guidate, performance e iniziative speciali, in presenza e online, rivolte a un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo.
La Giornata del Contemporaneo rappresenta oggi una delle più importanti occasioni di incontro tra istituzioni, professionalità del settore, comunità artistica e pubblico, restituendo la ricchezza e la pluralità di un sistema culturale capace di parlare linguaggi differenti e di abitare luoghi tra loro diversi, ma uniti dalla volontà di promuovere la conoscenza dell’arte contemporanea e di renderla accessibile a chiunque.
Anche quest’anno la manifestazione si estende oltre i confini nazionali. Dal 5 al 10 ottobre si svolgerà infatti Giornata del Contemporaneo | Italian Contemporary Art, il programma internazionale realizzato grazie alla collaborazione con la rete diplomatico-consolare del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura – che porterà mostre, incontri e iniziative dedicate all’arte contemporanea italiana in numerose sedi estere, rafforzando il dialogo culturale e la rete di relazioni costruita negli ultimi anni.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Geografie della contemporaneità”, una riflessione sul presente come spazio attraversato da trasformazioni continue, nel quale territori, comunità e identità non costituiscono realtà immutabili, ma si definiscono attraverso relazioni, conflitti, scambi e processi di ridefinizione costante. Un invito a leggere il mondo contemporaneo come una geografia in movimento, nella quale l’arte può offrire strumenti di interpretazione critica e nuove prospettive di lettura.
Prosegue inoltre la tradizione che, dal 2006, affida a un’artista o a un artista la realizzazione dell’immagine guida della manifestazione. Dopo Michelangelo Pistoletto (2006), Maurizio Cattelan (2007), Paola Pivi (2008), Luigi Ontani (2009), Stefano Arienti (2010), Giulio Paolini (2011), Francesco Vezzoli (2012), Marzia Migliora (2013), Adrian Paci (2014), Alfredo Pirri (2015), Emilio Isgrò (2016), Liliana Moro (2017), Marcello Maloberti (2018), Eva Marisaldi (2019), artisti vari (2020), Armin Linke (2021), Giorgio Andreotta Calò (2022), Binta Diaw (2023), Tomaso Binga (2024) e Atelier dell’Errore (2025), la Ventiduesima Giornata del Contemporaneo vede protagonista l’artista multimediale italo-libica Adelita Husni Bey (Milano, 1985).




