Urgente intervento per la salvaguardia delle coste pugliesi: la Presidente Loredana Capone avvia i lavori della V Commissione

Bari, 26 febbraio 2026 – L’erosione costiera, evidenziata dai recenti crolli della falesia di Sant’Andrea e del lungomare di Bari, insieme ai progetti di energia rinnovabile, come il parco eolico di Martano, sono stati al centro della prima riunione della V Commissione consiliare, convocata dalla Presidente Loredana Capone.

La Presidente Capone ha espresso la necessità di affrontare queste tematiche in modo trasparente e condiviso, coinvolgendo le comunità locali e tutti gli stakeholder interessati. “Una Commissione importante quella di oggi intervenuta su due temi cruciali per il territorio. I crolli di questi ultimi giorni rappresentano ferite per il nostro patrimonio naturale e paesaggistico. Abbiamo perso monumenti simbolici come l’arco degli innamorati, a Sant’Andrea, cartolina della nostra promozione turistica regionale ma anche luogo della nostra personale memoria. È imperativo agire ora, con metodo e un piano ben strutturato, approfondire la tematica e le attività che possono essere messe in campo. La sicurezza delle nostre comunità insediate lungo la costa e la tutela del nostro ambiente devono andare di pari passo. Dobbiamo lavorare a stretto contatto con i comuni e i territori per definire strategie concrete. È fondamentale che ogni comune abbia accesso a risorse e linee guida per affrontare le sfide legate all’erosione e alla transizione energetica”.

“Ringrazio i sindaci che sono intervenuti e che, in queste settimane, hanno incontrato associazioni e comunità locali lavorando a osservazioni puntuali e approfondite rispetto al progetto del parco eolico. È un impegno che non va sottovalutato, perché richiama l’attenzione su emergenze paesaggistiche e architettoniche che caratterizzano quel territorio e che la Regione e il Ministero dell’Ambiente sono tenuti a considerare con la massima attenzione nella propria valutazione. Ritengo che, qualora tutti questi elementi venissero adeguatamente ponderati, sarebbe difficile esprimere un parere e una VIA positiva su un impianto da 70 megawatt. Parliamo di un’area in cui operano numerose aziende agricole che promuovono benessere, qualità e sostenibilità, anche attraverso l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile non impattanti.

La Commissione affronta questi temi come priorità, insieme a quello dell’erosione costiera, e sollecita un’accelerazione sul disegno di legge relativo alle aree idonee, indicato come prioritario dal presidente Antonio Decaro. Siamo pronti a offrire il contributo della Commissione, convinti che l’introduzione di una disciplina chiara sulle aree idonee rappresenti un passo avanti importante e rafforzi la tutela del territorio”.

A fare il punto della situazione è intervenuto il dirigente Giuseppe Angelini per la Sezione ambientale, il quale ha evidenziato che gli interventi progettuali da realizzare sulla costa, nell’applicazione concreta possono determinare un tipo di impatto ambientale e paesaggistico, ma soprattutto le amministrazioni comunali hanno una grossa difficoltà a realizzarli, per mancanza di risorse economiche e di personale. Ed è per questo che si è pensato di supportare i comuni con delle azioni di affiancamento da parte della Regione, al fine di supportargli nella progettazione e realizzazione degli interventi da apportare.  Un altro adempimento urgente da eseguire è l’aggiornamento del Piano regionale delle coste, inserendo questo tipo di progettualità da far eseguire ai Comuni. 
Il Commissario per il dissesto idrogeologico Gennaro Ranieri, ha ritenuto opportuno chiarire la differenza che esiste tra il fenomeno dell’erosione della costa ed il dissesto idrogeologico. Pertanto, si parla di dissesto idrogeologico nel momento in cui si ha a che fare con le vite umane, altro sono i fenomeni naturali che la natura impone. Questo va detto ad alta voce a chi parla di dissesto. L’erosione della costa invece è l’arretramento della linea di costa, causato dalla perdita di sedimenti, principalmente sabbia, dovuta all’azione del mare e ai cambiamenti climatici. 
In definitiva, in riferimento ai fatti accaduti negli ultimi giorni, il crollo della falesia o dell’arco dell’amore di Sant’Andrea, avviene per un fatto naturale ma giammai ad andare ad intervenire.  Di fatto c’è anche la problematica che i Comuni non sono abbastanza strutturati per far fronte ad un problema di dissesto idrogeologico. A questo si deve aggiungere che il “Permitting” a cui si devono assoggettare questo tipo di opere, che è la rete di autorizzazioni che attesta la compatibilità di un’opera con ambiente, territorio e sicurezza, è il può complesso in assoluto. L’argomento da affrontare quindi, è come far sì che tutti i comuni possano sentirsi protetti da questo problema. Infatti, oggi, su volontà del presidente Decaro si sta cercando di dare tutti gli elementi per ottenere un progetto di fattibilità tecnica ed economica, pur consapevoli che sarà uno sforzo notevole, visto che la costa pugliese si estende per quasi 900 km, suddivisi in costa bassa e alta. 

A seguire, su richiesta del capogruppo di FdI, la Commissione ha affrontato lo scottante argomento riguardante l’iter autorizzativo dell’impianto eolico “Lecce”, accogliendo anche la richiesta proveniente dai sindaci dei comuni interessati: Martano, Zollino, Carpignano salentino, Calimera, Melendugno, Martignano.    

Le forti preoccupazioni sulla realizzazione di una “centrale eolica”, così come è stata definita dallo stesso Pagliaro, sono state espresse chiaramente da tutti i soggetti intervenuti, per dover subire l’ennesimo sfregio al loro territorio, che ne calpesta la vocazione agricola e turistica, con pesanti ricadute economiche. 


L’appello, a cui ha aderito anche la presidente della Commissione Loredana Capone, è far sì che la Regione si schieri con il territorio contro il progetto dell’impianto eolico “Lecce”. Si tratta di un progetto che prevede l’istallazione di 11 torri alte fino a 200 metri, con diametro delle pale rotanti di oltre 80 metri, per una potenza complessiva di 72,6 MW, da piazzare fra Carpignano Salentino, Calimera e Martano, con opere di connessione alla rete elettrica nei comuni di Zollino, Melendugno e Martignano per un tracciato di 41 chilometri che solca aree agricole, zone di pregio ambientale e ricadenti in siti archeologici.

Secondo Pagliaro, il nodo non è soltanto il singolo impianto, ma l’assenza di una pianificazione chiara. Nell’aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale, infatti, non risultano ancora individuate le aree idonee per nuovi impianti FER, secondo quanto è previsto dal decreto legislativo 175 del 2025, convertito in legge, rinviando la definizione a una specifica legge regionale che dovrà essere approvata entro maggio prossimo. Una scelta che, secondo Pagliaro, espone il territorio a una proliferazione priva di criteri certi.

È intervenuto il dirigente regionale Giuseppe Angelini, per specificare che il ruolo della Regione Puglia è solo di rendere un parere a cui corroborano le osservazioni pervenute ed in questo caso quelle dei Comuni interessati, i quali nei loro pareri hanno esaustivamente fatto emergere tutte aspetti e ricadute negative. Si cercherà di chiudere quanto prima l’istruttoria in modo che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, chiamato ad emettere la Valutazione di Impatto Ambientale possa tener conto dei pareri negativi. 
L’assessore regionale all’urbanistica Marina Leuzzi ha rassicurato che si sta lavorando sulle aree idonee sono pervenute, la quale ha anche parlato di assalto al territorio, ma che nello stesso tempo bisogna anche riflettere sul fatto che si tratta di numerose richieste di autorizzazioni che pervengono ma che fortunatamente non vedono la realizzazione. 

Nel corso delle audizioni sono intervenuti i sindaci Bruno Caputo di Carpignano salentino, Gianluca Tommasi di Calimera, Fabio Tarantino di Martano e Paolo Catalano di Zollino, per ribadire la richiesta di una presa di posizione politica forte, ma soprattutto hanno chiesto agli uffici di fare una valutazione ben precisa, dettagliata e motivata per essere difficilmente superabile. 
A fargli eco il capogruppo del PD Stefano Minerva, dicendo che è unanime la disponibilità a tenere presente all’interno della relazione tecnica la volontà politica espressa in questa Commissione, insieme a quella dei sindaci che portano il grido di allarme del territorio, al fine di non far avere molti margini alla realizzazione del mega impianto.

Il capogruppo Paolo Pagliaro, alla chiusura dei lavori sul punto in audizione richiesto, ha ribadito la necessità di fermare l’assalto di chi vuole fare business a discapito del nostre bellezze territoriali e paesaggistiche.    


La presidente Loredana Capone, a conclusione della seduta, ha confermato che è fondamentale che la Regione nel formulare il parere, prenda fortemente in considerazione il prezioso lavoro svolto dai sindaci e che la trasparenza induce procedimenti chiari e trasparenti.