Presentati questa mattina in conferenza stampa All’Ombra del barocco nell’ambito del Festival del Cinema Europeo, alla sua 26esima edizione, i due docufilm su sport e inclusione sociale della rassegna Cinema e realtà.
Per Core preciatu, domani al Multisala Massimo in sala 2, alle ore 19, è intervenuto il regista Giulio Neglia. Il documentario racconta dall’interno la squadra femminile del Lecce esplorandone i valori sportivi, di fratellanza e di uguaglianza. Il calcio, considerato lo sport più bello del mondo, viene raccontato dagli occhi delle donne, da calciatrici professioniste che hanno scelto parastinchi e calzettoni per realizzare le loro ambizioni.
Racconta il regista di origine salentine: “C’è un movimento nel calcio femminile, una crescita, con questo docufilm siamo andati a prendere ciò che accade giornalmente, sui campi di calcio, con la terra, seguendo le giocatrici passo passo, documentando ciò che avviene anche piccole disavventure, l’imprevisto che si manifesta come quando il pullman non passava per la strada in trasferta a Roma e le ragazze hanno dovuto fare 1km a piedi per arrivare allo stadio con borsoni in mano.
Sono ragazze che vogliono vivere il calcio in quanto lo sport più bello del mondo ma anche come affermazione personale e abbattimento degli stereotipi. Le calciatrici sono state microfonate tutto il tempo anche se non erano abituate ma in questo modo è risultata una sorta di confessionale, autentico”. La squadra, impegnata in una partita, non ha potuto essere presente: l’appuntamento in sala è per domani.
A seguire, è stato presentato il documentario dal titolo Come fosse luce di Corrado Punzi(2025). Il film narra la storia di Alessio, un ragazzo ipovedente che ama il calcio. Così come Salvatore e Davide, di mezz’età, che hanno fondato l’Ascus Lecce, la squadra di calcio paralimpico più titolata d’Italia. Presente in conferenza Corrado Punzi, l’attore e calciatore Davide Dongiovanni e il produttore Salvatore Caracuta.
“Il film ha avuto una gestazione molto lunga, abbiamo iniziato le lavorazioni nel 2017, da un’idea di Stefano Martella che aveva conosciuto la realtà dell’Ascus Lecce, me l’ha raccontata e ho subito accolto l’idea – racconta in conferenza Punzi, il regista – La città di Lecce ha creato la storia del calcio per non Vedenti in Italia, un aspetto straordinario da raccontare, Salvatore Peluso, capitano della squadra, ha inventato e brevettato il pallone sonoro. Con questo film speriamo di far identificare lo spettatore con le difficoltà quotidiane di un ipovedente e di come questo sport possa dare una chiave di lettura, un sogno di riscatto e di liberazione, di conquista della vita adulta e di essere come gli altri nel mondo”. Il film sarà proiettato domani alle ore 21 in sala 2 al Multisala Massimo di Lecce.




