Saper sospendere il giudizio è utile in qualsiasi relazione tra due persone: nel rapporto di coppia e tra genitori e figli, ma anche nei rapporti tra amici.
In realtà capita spesso di giudicare e svalutare gli altri, la realtà o noi stessi in diversi momenti della giornata. Il giudizio a cui faccio riferimento non riguarda la capacità di valutare le cose, ma la tendenza a criticarle o svalutarle.
Sospendere il giudizio serve per accogliere in modo empatico e incondizionato l’altra persona. Senza questa apertura accogliente, qualsiasi tipo di relazione rischia di svilupparsi in modo conflittuale e insoddisfacente, sino ad esserne irrimediabilmente danneggiata.
Come conciliare quindi la necessità sana di valutare ogni cosa e quella altrettanto importante di accogliere l’altro così com’è?
Nei rapporti con gli altri è necessario imparare a sospendere il giudizio e non abbandonarsi al desiderio di criticare ogni gesto, ogni comportamento, ogni scelta. Solo così l’altra persona si sentirà libera di essere se stessa, di esprimersi in modo incondizionato e non sentirsi sbagliato.
“La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione” diceva Carl Rogers, psicologo noto per i suoi studi sul counselling e la psicoterapia. Parte integrante di una buona comunicazione è saper ascoltare. È necessario adottare un ascolto empatico che implica il saper comprendere, senza applicare le categorie mentali del “giusto o sbagliato”.
Bisogna ad ogni modo considerare che, proprio perché abbiamo bisogno degli altri per vivere felici e per poterci realizzare, i giudizi degli altri ci condizionano pesantemente. Nel bene e nel male. Se una persona, importante nella nostra vita, ci giudica un incapace, probabilmente faremo molto fatica a non comportarci da incapaci e a coltivare la nostra autostima. Avere una opinione negativa su una persona ha l’effetto di impedirle di crescere e di cambiare. È vero però anche il contrario. Quando qualcuno ci stima e apprezza, nonostante i nostri errori, noi, anche inconsapevolmente, cercheremo di essere all’altezza di questa stima e utilizzeremo tutte le risorse a nostra disposizione per vivere al meglio che possiamo.
In un percorso di counselling si può migliorare la propria comunicazione perché diventi più costruttiva, intima ed efficace, così come si può rafforzare la propria autostima, nel caso in cui ci si sia costruiti un immagine falsata di noi stessi e delle nostre reali potenzialità. Se stiamo bene con noi stessi e con gli altri, possiamo sospendere il giudizio e accogliere veramente l’altro senza timore di perdere la nostra identità.
Dott.ssa Simona Greco, Counselor professionista in AT




