Gianni Berengo Gardin al Castello di Otranto: domani l’inaugurazione

Inaugura il 16 luglio 2020 alle 19.30 la mostra di Gianni Berengo Gardin Vera fotografia. Reportage, immagini, incontripresso il Castello Aragonese di Otranto. Curata da Alessandra Mauro, prodotta da Mostrelab, promossa dal Comune di Otranto e organizzata da Mostrelab, Contrasto e Fondazione Forma per la fotografia, resterà aperta fino al 20 novembre 2020. 

Gianni Berengo Gardin è il fotografo che forse più di tutti ha raccontato il nostro tempo e il nostro paese in questi ultimi cinquant’anni. La sua vita e il suo lavoro costituiscono una scelta di campo, chiara e definita: fotografo di documentazione sempre, a tutto tondo e completamente. Essere fotografi per lui significa assumere il ruolo di osservatore e scegliere un atteggiamento di ascolto partecipe di fronte alla realtà, così come hanno fatto i grandi autori di documentazione del Novecento.

Vera fotografiaè il timbro che autentica il retro di ogni stampa fotografica di Gianni Berengo Gardin. Ma è soprattutto la chiave per farci comprendere quanto le sue immagini siano “vere” e non “illustrazioni”, come direbbe lui: cioè, non frutto di elaborate manipolazioni, ma frammenti di realtà colti da uno sguardo attento e partecipe.

Questa esposizione ripercorre la sua lunga carriera, fa vedere i suoi principali reportage, espone accanto alle celebri immagini altre poco viste, addirittura inedite e offre nuove chiavi di lettura per comprendere il suo lavoro e, attraverso questo, il ruolo di visione consapevole della realtà che una “vera fotografia” può offrire degli ultimi cinquant’anni. 

La mostra presenta una scelta di 85 tra le fotografie più famose di Gianni Berengo Gardin. Osservando le sue fotografie come possibili tracce, noi costruiamo una mappa complessa e affascinante di tanti possibili percorsi ritrovando le emozioni che quelle immagini hanno generato. Sono sentieri che a volte conosciamo ma che possono ramificarsi in nuove strade e rivelare altre deviazioni, a volte inaspettate. Seguirle significa partire sempre, ogni volta, per un nuovo viaggio.

In questi anni, del resto, Gianni Berengo Gardin è stato sempre in prima linea per raccontare, come avrebbe detto Lewis Hine, quel che doveva essere cambiato, quel che doveva essere celebrato. Con la sua macchina fotografica si è concentrato a lungo soprattutto sull’Italia, sul mondo del lavoro, la sua fisionomia, i suoi cambiamenti, registrati come farebbe un sismografo. Oppure sulla condizione della donna, osservata da nord a sud, cogliendo le sue rinunce, le aspettative e la sua emancipazione. O sul mondo a parte degli zingari, cui l’autore ha dedicato molto tempo, molto amore e molti libri. 

“Quando fotografo” – ha detto Berengo Gardin– “amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile. Quando devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche, una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo”. 


Nonostante i problemi generati nell’organizzazione degli eventi dal coronavirus abbiamo lavorato intensamente per continuare a offrire ai nostri turisti la qualità dei servizi culturali degli altri anni”, dichiara il Sindaco Pierpaolo Cariddi. “Siamo pronti a ospitare nel Castello Aragonese la mostra Vera Fotografiadi Gianni Berengo Gardin, fotografo italiano che ha fissato nei suoi scatti la nostra Italia degli ultimi decenni, nelle sue componenti migliori ma anche nelle parti da migliorare”.

L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.

Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale ha documentato le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. Gianni Berengo Gardin ha pubblicato oltre 250 volumi e le sue opere sono state organizzate in molte importanti mostre internazionali. Tra i diversi libri, con Contrasto ha pubblicato: Gianni Berengo Gardin(2005), Il libro dei libri(2014), Manicomi(2015), Venezia e le grandi navi(2015), Vera fotografia(2016), La più gioconda veduta del mondo(2019).