Sebbene bar e ristoranti siano chiusi, la nota azienda salentina Quarta Caffè prosegue la produzione e la distribuzione grazie alla vendita online che sta ottenendo ottimi riscontri.
Al Nuovo Quotidiano di Puglia, il patron dell’azienda, Antonio Quarta, si racconta: “Se parliamo del settore somministrazione, abbiamo registrato un crollo del 100%, mentre abbiamo continuato a lavorare, sia pure tra enormi difficoltà e grande impegno dei nostri collaboratori, per garantire il consumo del nostro caffè nelle case salentine e nel resto d’Italia”.
Grande ripresa per il caffè con la moka “simbolo di tradizione che scandisce il ritmo casalingo che avevamo perduto – dice Quarta – Per produrlo e distribuirlo stiamo continuando a lavorare in massima sicurezza, a orario ridotto e continuato, chiudendo il venerdì e dando ferie per non andare sotto organico”.
Riguardo al futuro dell’economia e delle aziende e ai danni che si ripercuoteranno su di esse nei prossimi mesi, Quarta ha affermato: “Ho chiesto al mio avvocato di contattare un esperto di diritto internazonale: sono pronto a finanziare a mie spese una raccolta di firme per una class action nei confronti della Cina. Chi sbaglia deve pagare, noi imprenditori italiani siamo abituati a questo: un passo falso e sei finito. Milioni di adempimenti burocratici, milioni di controlli. Altrove, dove non c’è invece un sistema burocratico parassitario e faraginoso, si può lavorare senza garanzie igieniche, senza attenzione ai diritti dei lavoratori, nella massima serenità?”.
“I cinesi sono stati fermi in mesi tranquilli come gennaio e febbraio, mentre a noi sono state spezzate le gambe in periodi commercialmente importanti come marzo e soprattutto aprile – continua – Sono molto deluso dai nostri parlamentari. Mentre la gente comincia ad andare a impegnarsi al Banco dei pegni gli ori di famiglia per mangiare, i parlamentari non hanno pensato neppure per un attimo a rinunciare a un mese o a parte del loro stipendio per creare un fondo da devolvere al Banco alimentare o alla Protezione civile, visto che il Parlamento oltretutto è quasi vuoto”.




