Nel momento che stiamo vivendo si è venuta a formare una “eggregora”, cioè una forma mentale collettiva che ha pervaso e inquinato le nostre menti.
Marx diceva: “I prodotti del cervello umano hanno l’aspetto di esseri indipendenti dotati di corpi particolari, in comunicazione con gli umani e tra di loro.” Quindi, come sostiene Edgar Morin, un’idea, una credenza non è solo un prodotto della mente, ma è anche un essere a sé che ha una vita e una potenza proprie e che può arrivare a possederci.
È ciò che sta accadendo. Assistiamo a fenomeni di isteria collettiva, a comportamenti irrazionali che mai avremmo potuto e voluto vedere in una situazione normale. Perché tanta agitazione? Siamo sotto l’effetto di una suggestione perversa che ci porta a guardare l’altro come un nemico, portatore di pericolo e morte… Questo avviene perché anche i canali di informazione che, giustamente, ci tengono aggiornati, non fanno altro che ripetere le stesse cose. La ripetizione, il ritorno continuo sullo stesso argomento, non solo nei TG, ma anche nei talk show e nei programmi di intrattenimento, non fa che moltiplicare, con effetto esponenziale, la percezione di un rischio incombente.
Quindi ora più che mai dobbiamo fare appello alla nostra razionalità, guardare con occhi distaccati e con lucidità a quello che sta accadendo.
Alcuni di noi hanno vissuto le epidemie di influenze (l’asiatica, la siberiana, quella che veniva da Hong Kong) che hanno determinato migliaia di morti, e anche l’epidemia del colera. Allora non c’era tutto questo clamore, ognuno faceva ciò che riteneva opportuno in quelle situazioni. Non è che il buon senso e l’igiene siano stati latitanti.
Non voglio entrare nelle tante ipotesi che si fanno riguardo agli interessi economici e di potere che starebbero dietro a tutto questo.
Forse oggi il problema è determinato dal fatto che ci muoviamo di più, che abbiamo una vita sociale più attiva, a volte frenetica, ma siamo anche delle persone ragionevoli. E allora, con un po’ di pazienza e tanta buona volontà, senza fare tante polemiche, che lasciano il tempo che trovano, mettiamoci in riga e lasciamo fare alla scienza e alla natura.
Ne usciremo, ma con una forza in più: quella che deriva dalla consapevolezza e dalla volontà di preservare noi stessi e gli altri. Non separiamoci, ma ritroviamo quell’unità che ci ha caratterizzato nei momenti più difficili della nostra storia.
Bruna Caroli




