“Non si risenta la gente perbene se non mi adatto a portar le catene” (Fabrizio De André). È questo verso della sua canzone “Il fannullone”, simbolo delle persone relegate ai margini della società, a segnare l’omaggio a Fabrizio De André, a 21 anni dalla sua scomparsa, e l’avvio della campagna tesseramento 2020 all’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino.
L’evento, organizzato dall’organizzazione di volontariato e dall’omonima cooperativa, è ospitato nel Mulino di Comunità (via Depressa, 3 a Castiglione d’Otranto, Lecce), venerdì 10 gennaio, a partire dalle ore 20.
Dopo il percorso degustativo “Cucina resistente” con prodotti locali da agricoltura organica, alle 21.30 si terrà il live “Homo Faber, Massimo Donno racconta l’Opera Omnia di Fabrizio de Andrè”.
Il cantautore salentino effettuerà un viaggio nella trentennale opera di uno dei più grandi cantautori italiani, facente parte a pieno titolo della letteratura nazionale del ‘900. Un viaggio, che inizia nel 1940 e finisce nel 1999, che parte da Genova e termina a Milano, che esplora tutto ciò che accade tra “Tutto Fabrizio De Andrè” del 1966 ed “Anime Salve” del 1996. Trent’anni di musica, poesia, posizioni ideologiche e politiche, vicende umane in un’Italia in continuo movimento.
Una voce e una chitarra, quelle del cantautore Massimo Donno, per raccontare Fabrizio De Andrè a ventuno anni dalla sua scomparsa, narrare la sua Genova, il suo amore, la sua anarchia, la sua solitudine.
Massimo Donno: cantautore e musicista
Si divide da diversi anni tra scrittura e cantautorato, tra progetti inediti e teatro.
Realizza il suo primo album solista nel 2013, edito da Ululati/Lupo Editore e distribuito da Messaggerie Musicali, dal titolo “Amore e Marchette”, ottenendo ottime recensioni e calcando palchi in tutta Italia. Massimo aprirà, dall’uscita dell’album, numerosi concerti, da Daniele Silvestri a Nada e Fausto Mesolella, Fabio Concato, Musica Nuda (Ferruccio Spinetti e Petra Magoni) ecc. Diverse le collaborazioni tra teatro e musica, da Alberto Bertoli a Luciano Melchionna, da Juan Carlos “Flaco” Biondini a Mirko Menna, da Maurizio Geri a Riccardo Tesi con il quale realizza “Partenze”, album uscito nella primavera del 2015 per Visage Music, distribuito da Materiali Sonori in Italia, da Galileo in Germania, da Xango Music in Benelux.
A settembre 2015 i giurati del Premio Tenco inseriscono Partenze nella rosa dei migliori 49 album italiani dell’anno. Nel giugno 2017 pubblica un nuovo lavoro, libro e CD, dal titolo “Viva il Re!” (Squilibri Editore-Visage Music). Il libro contiene una serie di interviste e di scritti relativi al mondo delle bande, con importanti contributi di Livio Minafra, Pino Minafra, Rita Botto, Battista Lena, ecc. Il cd racchiude nove tracce, di cui due inedite e sette tratte dai primi due album, riscritte e rilette con un ensemble bandistico di venti elementi, diretti da Emanuele Coluccia, con il prezioso contributo di Gabriele Mirabassi e Lucilla Galeazzi. Il disco risulta, per Smemoranda.it, uno dei migliori album indie del 2017 mentre l’autorevole Giornale della Musica lo colloca nelle migliori 20 uscite di world music, sempre del 2017.
Nel 2018/2019 porta in tour, in Europa ed in Italia, il disco “Viva il Re!”, accompagnato dall’organettista Alessandro D’Alessandro. Il tour ha toccato numerose città italiane ed europee come Milano, Roma, Torino, Bordeaux, Valencia, Bruxelles, Lussemburgo, ecc. Ad aprile del 2018 riceve il Premio Civilia Salento, per la diffusione della musica d’autore su tutto il territorio nazionale. A settembre 2019 riceve il Premio Castrovillari d’Autore, premiato dalla giuria composta dai cantautori Gatto Panceri e Mariella Nava e dal giornalista RAI Michele Neri.
Ad ottobre 2019 rientra tra gli artisti che omaggiano il cantautore Gianni Siviero, nella compilation edita da Squilibri Editore (Io credevo – Le canzoni di Gianni Siviero), in intesa con Sergio Secondiano Sacchi del Club Tenco – Premio Tenco, insieme a Roberto Vecchioni, Sergio Cammariere, Mimmo Locasciulli, Petra Magoni, ecc. Attualmente è in lavorazione la sua quarta produzione discografica, la cui uscita è prevista per la primavera/estate del 2020.
Perché tesserarsi a Casa delle Agriculture Tullia e Gino
L’associazione, nata nel 2013 a Castiglione d’Otranto, frazione di Andrano, è impegnata in un processo di “restanza” sul territorio, attraverso l’agricoltura organica e il rafforzamento dei vincoli di comunità. “Nel 2020 – dicono gli attivisti – porteremo avanti con ancora più consapevolezza il percorso iniziato, volto alla valorizzazione di quelle che vengono definite “fasce deboli”, ma che per noi rappresentano la dote più preziosa: portatori di altre abilità, anziani, bambini, migranti, donne, omosessuali, precari. Non sarà facile, ma la strada per noi è tracciata: creare un modello inedito sia di economia che di inclusione in aree rurali, il cui mondo è caratterizzato da forme di solidarietà, reciprocità e mutuo aiuto per le quali l’agricoltura ha da sempre svolto il ruolo di motore e collante. Si sa, la reputazione delle comunità rurali si è alimentata anche della capacità di dare valore e dignità alle persone in condizioni di solitudine e fragilità. Se vogliamo svolgere appieno la funzione che come Casa delle Agriculture ci siamo dati, allora, non possiamo avere timore di fare nostro questo tema, di alzare l’asticella dell’impegno per l’accessibilità, di difendere con parole chiare e fatti coerenti gli ideali della solidarietà e della fratellanza. Come abbiamo fatto con le risorse materiali, dovremo essere in grado di tramutare le nostre marginalità in un’esperienza forte di innovazione sociale, rigenerando i valori immateriali umani e ambientali che oggi sono alla base della riscoperta della ruralità, che non può essere moda ma nuovo cammino. La direzione resta quella di sempre: “ostinata e contraria”, per citare ancora una volta De André”.
La tessera ha un costo di 10 euro per gli adulti e di 5 euro per gli under25.
Il 2020, dunque, sarà l’anno del consolidamento di alcune esperienze dai germogli teneri. Come associazione, il fiore all’occhiello sarà il “Vivaio dell’Inclusione” intitolato a Luigi Russo, progetto vincitore del bando PugliaCapitaleSociale2.0 della Regione Puglia: lungo il solco de “La terra che cura”, sarà uno strumento di valorizzazione di saperi, emozioni, capacità attraverso la riproduzione di piantine destinate ai nostri orti e laboratori di cucina etnobotanica. “Verso l’agriludoteca di comunità” è l’evoluzione dei campi scuola “Terra libera tutti”, per puntare in maniera stabile all’inclusione dei bimbi con altre abilità o a rischio sociale, tramite il gioco, l’agroecologia, le pratiche di educazione al rispetto dell’altro e dell’ambiente. L’apiario collettivo è destinato a diventare un autentico spazio didattico; verranno censiti i tratturi per farli diventare un autentico Parco Comune dei Frutti Minori accessibile a tutti; gli eventi, in primis la Notte Verde, saranno sempre più arnese di comunicazione sociale; si continuerà a tessere la rete delle relazioni con realtà locali, nazionali e internazionali che ci danno respiro.
Tutto questo si potrà fare se si continuerà a praticare la “restanza”. “Ecco perché – rimarcano dall’associazione – è indispensabile stare accanto alla nostra cooperativa, che crea lavoro per consentire a un gruppo di giovani di continuare a vivere in un piccolo paese del Salento. Il mulino di comunità; le terre abbandonate e coltivate a cereali antichi, miscugli e ortaggi; il gruppo di acquisto popolare; il progetto “Cibo per la restanza” con l’Istituto alberghiero Veronelli di Casalecchio di Reno (Bologna); i patti di filiera per allargare la platea delle opportunità diffuse e delle responsabilità condivise: c’è bisogno di tutti per tutelare un modello agricolo che sta riscattando una generazione. Stateci accanto, allora, per consentirci di rendere reali queste utopie. Perché, per dirla con un grande poeta contadino del Sud, Rocco Scotellaro, noi non siamo che “un filo d’erba, un filo d’erba che trema”. E anche la nostra “Patria è dove l’erba trema””.
INFO: 366 547 1708/335 648 7504 Fb/Insta: Casa delle Agriculture




