E’ attualmente al vaglio dell’ufficio gip/gup che dovrà fissare la data per l’udienza preliminare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Lecce per le 18 persone fisiche e la società Tap coinvolte nell’inchiesta relativa alle opere realizzate senza seguire le indicazioni della valutazione di impatto ambientale e in violazione dei vincoli paesaggistici nella realizzazione del gasdotto Tap.
Le indagini, che sono coordinate dal pm della Dda Valeria Farina Valaori e dal Procuratore Capo Leonardo Leone De Castris e condotte dai carabinieri del Noe di Lecce, avrebbero accertato che le opere sarebbero state eseguite in assenza di alcune autorizzazioni, abusi edilizi e danneggiamento.
Le presunte violazioni avrebbero inoltre riguardato “la realizzazione del tratto italiano del gasdotto, marino e terrestre, anche su aree sottoposte a vincolo paesaggistico e/o idrogeologico o dichiarate zone agricole di notevole interesse pubblico, in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie, essendo illegittima quelle rilasciate con i decreti 223 dell’11 settembre 2014 e 72 del 2015”.
Nell’avviso di conclusione comparivano la società Trans Adraiatic Pipeline Ag Italia (Tap); Michele Mario Elia, 73 anni, di Castellana Grotte (in provincia di Bari), country manager Tap; Gabriele Paolo Lanza, 56 anni, di Atessa (comune della provincia di Chieti), project manager Tap; Lucio Mello, 55 anni, di Veglie, titolare dell’omonima impresa con sede a Carmiano impegnata nell’espianto e trasporto di ulivi; Massimiliano Greco, 47 anni, di Arnesano, legale rappresentante dell’impresa addetta alla installazione della recinzione; Antonio Vallone, 49 anni, di Galatina, legale rappresentante della società subappaltatrice del montaggio della recinzione con sede a Melpignano.
Ci sono poi i manager della Saipem, ossia il principale appaltatore per i lavori di costruzione del micro tunnel: Piero Straccini, 62 anni, di Pescara; e Luca Gentili, 51 anni, di Milano; Luigi Romano, 63anni, di Siracusa; Adriano Dreussi, 57 anni, di Pagnacco (in provincia di Udine); Yuri Picco, 41 anni, di Villanova di San Daniele (in provincia di Udine) ed Aniello Fortunato, 41 anni, di Ascea (in provincia di Salerno), il primo nel ruolo di responsabile di commessa e il secondo di direttore tecnico di cantiere della Icop, la società incaricata di realizzare il pozzo di spinta; Giuseppe Calò, 67 anni; Giuseppe Mariano, 54 annui, di Copertino, direttore di cantiere della Sme strade; Maurizio Luigi De Pacalis, 60 anni, di Galatina, rappresentante della società che ha fornito il calcestruzzo.
Infine: Alessandro Niccoli, 40 anni, di Brindisi, amministratore dell’impresa che ha eseguito i lavori; Marco Paoluzzi, 46 anni, di Roma, direttore dei lavori. Claudio Coroneo, 63 anni, di Galatina, amministratore dell’impresa addetta al montaggio della recinzione, e il socio Pantaleo Notaro, 59 anni, di Galatina.




