Conti Zecca: quando qualità fa rima con sostenibilità

La cantina leveranese Conti Zecca è una delle più blasonate realtà del territorio salentino, con una storia di 5 secoli alle spalle che non pesa, anzi è il punto di forza di un’azienda che, seppur con salde radici, non manca di avere lo sguardo sempre puntato al futuro.

Un’attività nel campo dell’imprenditoria agricola iniziata nel ‘500 quando la famiglia napoletana Zecca si trasferì nel fertile Salento, e mai interrotta dalla famiglia, che trovò la sua vera vocazione nella coltivazione e poi trasformazione delle uve. Nel 1935 fu costruita la cantina di Leverano, ancora oggi unico stabilimento di vinificazione dell’azienda che conta 320 ettari vitati di proprietà tra Leverano, Veglie e Salice Salentino. La Conti Zecca coltiva i vitigni autoctoni per eccellenza come negroamaro, primitivo, moscato, malvasia ma anche varietà alloctone, coerentemente alle scelte di respiro filo-internazionali che da sempre hanno caratterizzato l’azienda.

L’Azienda è sempre stata molto attenta alla cura del vigneto, da dove tutto nasce, cercando di intervenire il meno possibile sulla vigna e sulle piante. Con il passare degli anni e grazie alle nuove conoscenze in campo agricolo, Conti Zecca ha adottato delle procedure di agricoltura sostenibile, caratterizzate da una conduzione agronomica del vigneto non invasiva e dall’assenza di pratiche correttive in cantina, conservando la naturalità del vino e preservandone salubrità e qualità. Tutta l’Azienda ha ottenuto un paio di anni fa la certificazione ministeriale di Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata, in grado di assicurare al consumatore una produzione rispettosa dell’ambiente e della salute dell’uomo. Nell’ambito dell’impegno aziendale per la sostenibilità, da circa 5 anni una parte degli ettari è in conversione biologica. “Quello che ci interessa comunicare al consumatore” dice Clemente Zecca, rappresentante dell’ultima generazione della famiglia, che affianca padre e zii nella conduzione aziendale, “è il costante lavoro che svolgiamo tra i vigneti, rispettando la territorialità e garantendo un prodotto finale di qualità ad un basso impatto ambientale. Non vogliamo cavalcare mode che potrebbero scemare, noi lavoriamo da anni con determinate procedure e continuiamo a perfezionarci e a sperimentare, indipendentemente dalle variabili di mercato. Abbiamo iniziato a parlare di cru, nozione ancora poco diffusa in Puglia, proprio perché vogliamo promuovere il concetto di territorialità che, a volte, si dà per scontato. Il suo significato è legato a tutti quei processi che preservano ed esaltano i caratteri varietali dei nostri vitigni, modellandoli, nel tempo, alle caratteristiche pedoclimatiche delle nostre zone e sottozone.”